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COORDINAMENTO NAZIONALE FEMMINILE
2007 Anno Europeo delle Pari
Opportunità.
Anche in banca?
2007 - Anno Europeo delle Pari Opportunità
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Siamo nel 2004. Prosegue lentamente, il processo evolutivo che sta interessando, trasformandola, l'intera società: superato il modello tradizionale della divisione dei ruoli fra uomini e donne, queste ultime oggi rivendicano il riconoscimento di tutte le dimensioni della loro esistenza, del loro sforzo per superare i vincoli sociali, familiari e della maternità.
Le donne, si fregiano di aver raggiunto una certa emancipazione sul piano lavorativo ma non è così. Certo qualcosa è stato fatto ma molto ancora resta da fare in particolare per ridurre il gap tra i tassi di occupazione maschile e femminile. Il rapporto con il lavoro è ancora difficile: permangono situazioni di discriminazione femminile nonostante la grande professionalità e determinazione delle donne.
Nel settore del Credito e Assicurazioni, su 7.007 dirigenti di grandi imprese, solo 272 sono donne vale a dire il 3,7%.mentre nella pubblica amministrazione, ad esempio nei Ministeri, la percentuale di dirigenti sale notevolmente: ad es. per il Ministero dell’interno 45,4%, degli Affari esteri il 50%, dei beni culturali 52,7%.
(Fonte: Elaborazione su dati InfoCamere) (*).
Diversamente dal settore privato, quindi nel pubblico lo spazio per le donne è più ampio, data la maggiore stabilità del lavoro e l’accesso alle carriere tramite concorso pubblico.
Le statistiche relative al settore bancario dimostrano che più si sale di livello, più la percentuale di presenze femminili nell’organico diminuisce, fino ad azzerarsi quando si raggiungono le sfere dirigenziali. Le donne nel top management rappresentano ancora rare eccezioni.
Causa della disparità uomo-donna, il rallentamento di carriera dovuto alla necessità di conciliare vita familiare e professionale (doppio ruolo della donna) che si traduce in una mentalità da cambiare, in quel freno culturale, che è la tendenza che porta a favorire l'educazione dei figli e la cura della famiglia a discapito della carriera lavorativa.
Constatiamo ogni giorno l'inadeguatezza del sistema bancario alle esigenze del personale femminile chiamato sempre più spesso a ricoprire ruoli di responsabilità; inadeguatezza di una organizzazione che non è in grado di garantire una idonea collocazione delle donne nei vari livelli di inquadramento tantopiù che il contesto generale odierno, è caratterizzato da nuove tecnologie (ad es. telelavoro) e nuove esigenze di mercato stimolano continuamente forme diverse di approccio al lavoro.
Quello che si intende rafforzare è la politica del sindacato già rivolta verso una valorizzazione del lavoro femminile per indirizzarla verso l'inserimento delle donne in professionalità (tradizionalmente maschili) senza ricadere però nell’imitazione del
modello maschile; bilanciare la presenza di uomini e donne per ottimizzare risorse differenziate (Diversity management) coscienti delle diversità dei comportamenti tipicamente femminili.
Il programma/progetto è quello di valorizzare il ruolo delle donne nel settore del credito nel principio delle pari opportunità per poter intraprendere il processo di eliminazione delle diseguaglianze strutturali e migliorare complessivamente le prestazioni aziendali di tutti i lavoratori; conciliando la qualità della vita delle lavoratrici, di conseguenza quelle dei lavoratori, (loro compagni) con i bisogni del management aziendale, oggi possiamo e dobbiamo tutti insieme, individuare un percorso comune affinché le criticità si trasformino in opportunità e le differenze in valore. Ne beneficieranno non solo le risorse ma anche l’Istituto e la società tutta
cosicchè i valori della realizzazione professionale e della indipendenza economica che non si sostituiranno a quelli della famiglia ma vi si affiancheranno.
Solo in presenza di una precisa politica che favorisca la conciliazione del lavoro della donna con la vita familiare, si potrà affermare che l’azienda sta attuando una politica di uguaglianza di opportunità, altrimenti , le differenze fra uomini e donne sono destinate a permanere come anche la sproporzione/squilibrio numerico fra uomini e donne, nei ruoli decisionali. Quest’ultimo principio rimane ancora un obiettivo da raggiungere piuttosto che una realtà.
(*) Individui sono classificati secondo la prima carica ricoperta registrata presso le Camere di Commercio
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